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Formazione e lavoro. Fondazione Crt presenta “Percorso 27” per favorire il reinserimento dei detenuti e ridurre la recidiva
È stato presentato oggi, presso la Fondazione CRT, “Percorso 27. Formazione e lavoro oltre la pena sulle orme di Giulia di Barolo”, un progetto biennale, scalabile e replicabile su scala nazionale, volto a contrastare il fenomeno della recidiva e a promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con un trascorso detentivo. In Italia la recidiva tra le persone detenute si attesta mediamente tra il 60% e il 68%, mentre scende drasticamente fino al 2% per chi svolge attività lavorative (progetto CNEL “Recidiva Zero”).
L’iniziativa è promossa e sostenuta dalla Fondazione CRT e si fonda su una rete qualificata di partner: l’Associazione Con Voi APS, responsabile della gestione complessiva e dell’attuazione operativa delle attività; Robert F. Kennedy Human Rights Italia contribuisce alla valorizzazione e potenziamento dei percorsi formativi e attività di monitoraggio; la Fondazione Industriali di Cuneo supporta il coinvolgimento delle imprese e l’accompagnamento al lavoro; il CNEL realizza un rapporto annuale di analisi sui percorsi di inclusione socio-lavorativa nel sistema penitenziario piemontese, rafforzando la dimensione di policy e conoscenza del progetto; Sviluppo Lavoro Italia contribuisce infine al coinvolgimento delle realtà produttive del territorio, favorendo un matching mirato ed efficace tra competenze, opportunità occupazionali e fabbisogni delle imprese. Il progetto è realizzato sotto l’egida del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).
Ispirato alla figura di Giulia di Barolo, protagonista a Torino di un’opera pionieristica a favore delle donne detenute e del loro reinserimento sociale, “Percorso 27” intende sostenere la costruzione di nuove prospettive di autonomia, inclusione sociale e inserimento lavorativo per le persone detenute, attraverso un insieme integrato di azioni di formazione, accompagnamento e accesso al lavoro, con l’obiettivo di contribuire in modo concreto alla riduzione della recidiva.
Prende avvio da una sperimentazione presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino e si sviluppa su un arco temporale di due anni, prevedendo l’inserimento professionale di circa 60–80 beneficiari nel corso del biennio, con un impatto positivo atteso non solo sulle persone direttamente coinvolte, ma anche sulle loro famiglie e sulle comunità di riferimento.
“Percorso27” si articola in fasi operative: una prima fase di profilazione clinica, attitudinale e professionale per individuare bisogni, competenze e aspirazioni dei partecipanti e costruire percorsi personalizzati. La seconda offre una formazione multidisciplinare, combinando supporto psicologico, educazione finanziaria, alfabetizzazione linguistica e formazione tecnica e professionalizzante, per sviluppare le competenze trasversali (“soft skills”) e professionali (“hard skills”). La terza fase accompagna l’inserimento lavorativo, grazie al coinvolgimento di imprese e agenzie per il lavoro, e un’attività di mediazione tra domanda e offerta. L’intero percorso è seguito da un sistema di monitoraggio e valutazione, che misura l’efficacia degli interventi e l’impatto generato, inclusa la riduzione del rischio di recidiva.
“Percorso 27 è una sfida che mette in campo soggetti di primo piano e nasce dalla convinzione che il reinserimento sociale e lavorativo delle persone con un trascorso detentivo richieda interventi strutturati e condivisi: un’iniziativa che si inserisce nella tradizione torinese di attenzione alla dignità della persona e alla giustizia sociale, di cui Giulia di Barolo è figura simbolo – ha dichiarato la Presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi –. Un impegno che si colloca in un percorso più ampio della Fondazione CRT, che anche attraverso il progetto Diderot promuove un’offerta didattica innovativa rivolta anche alle persone in stato di detenzione, con particolare attenzione ai minori”.
Prima dell’apertura dei lavori si è svolta la firma ufficiale dei Protocolli di Intesa tra la Fondazione CRT e il CNEL e tra la Fondazione CRT e Sviluppo Lavoro Italia.
Ad aprire l’incontro è stato Claudio Albanese, Vicepresidente della Fondazione CRT. A seguire, l’intervento “Recidiva zero” di Renato Brunetta, Presidente del CNEL. Andrea Delmastro Delle Vedove, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, ha proposto una riflessione su “Nuovi futuri attraverso il lavoro: un’alleanza tra istituzioni e imprese”.
L’evento è poi proseguito con la presentazione di “Percorso 27 – Formazione e lavoro oltre la pena sulle orme di Giulia di Barolo”, con un approfondimento sulle fasi, le azioni e gli obiettivi del progetto. Sono intervenuti Claudia Amoruso, Presidente di CON VOI APS e referente del progetto, Kerry Kennedy, Presidente della Robert F. Kennedy Foundation, Paola Nicastro, Presidente e Amministratore Delegato di Sviluppo Lavoro Italia S.p.A., Giuliana Cirio, Presidente della Fondazione Industriali per la cultura d’impresa e per il lavoro, ed Elena Lombardi Vallauri, Direttrice della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”.
La seconda parte dell’incontro ha affrontato il tema “Territori che includono: lavoro, politiche attive e sicurezza sociale”, con gli interventi di Elena Chiorino, Vicepresidente della Regione Piemonte, e Michela Favaro, Vicesindaca di Torino e la partecipazione dell’assessore alla sicurezza di Torino Marco Porcedda. Le conclusioni sono state affidate ad Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT.
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