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Appalti, badge nei cantieri, stop ai subappalti a cascata: Città e Sindacati firmano il nuovo protocollo su sicurezza e lavoro giusto
È stato siglato questa mattina, nella sala Colonne di Palazzo Civico, il nuovo “Protocollo d’intesa sulla sicurezza e legalità nel settore degli appalti di lavori pubblici e subappalti nei contratti del Comune di Torino”. Il documento è stato approvato nel corso della Giunta Comunale su proposta della vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro e poi sottoscritto con i rappresentanti delle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL e con l’assessore alla Legalità Marco Porcedda.
L’intesa mira a rafforzare i presidi di legalità in un settore strategico per lo sviluppo del territorio, ponendo al centro dell’accordo una ferma volontà di contrastare il dumping contrattuale, favorire la sicurezza sul lavoro, garantire che la realizzazione delle opere pubbliche, comprese quelle legate al PNRR, avvenga nel pieno rispetto della dignità dei lavoratori.
“Con questa approvazione la Città di Torino vuole ribadire che non può esistere lavoro senza sicurezza, incolumità fisica, continuità occupazionale – afferma la vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro -. A guidare la nostra amministrazione c’è una chiara volontà di tutelare le lavoratrici e i lavoratori che si trovano e si troveranno impiegati in appalti pubblici. Per garantire questo genere di tutela, di concerto con le sigle sindacali, abbiamo deciso di dotarci di un Protocollo operativo capace, anche grazie alla tecnologia, di mettere al centro chi lavora”.
Sul fronte delle tutele economiche, l’amministrazione comunale introduce un meccanismo di responsabilità solidale estremamente incisivo: in caso di ritardi nel pagamento delle retribuzioni da parte delle imprese, l’amministrazione comunale potrà trattenere le somme dai certificati di pagamento e versare direttamente gli stipendi ai lavoratori. Questa misura si accompagna all’obbligo tassativo di applicare i Contratti Collettivi Nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative, eliminando così la concorrenza sleale basata sul ribasso dei diritti salariali. Inoltre, per le lavorazioni edili, più delicate sotto il profilo della sicurezza, viene generalizzato il divieto di subappalto a cascata, accorciando la filiera per assicurare un controllo diretto e trasparente sui cantieri. L’amministrazione, inoltre, si impegnerà a verificare la corretta applicazione dei CCNL anche nei confronti dei dipendenti in subappalto.
Il Protocollo punta anche sull’innovazione tecnologica come strumento di prevenzione. Viene infatti introdotto l’obbligo del badge di cantiere, anche in formato digitale tramite QR Code, per tracciare con precisione le presenze e l’orario effettivo di lavoro di ogni operatore, anticipando le future linee guida ministeriali. Questa novità mira a garantire la tracciabilità delle presenze, la sicurezza sul lavoro e la prevenzione del lavoro irregolare. Parallelamente, la trasparenza verso la cittadinanza sarà garantita da un progetto sperimentale che prevede l’installazione di QR Code informativi su tutti i principali cantieri della città. Inquadrando il codice, chiunque potrà accedere alla scheda digitale dell’appalto, monitorando in tempo reale l’avvio dei lavori, le ditte autorizzate al subappalto e le eventuali variazioni in corso d’opera. Il progetto si articolerà in una prima fase sperimentale, limitata a circa 10 cantieri della Città con importo lavori pari o superiore a 1 milione di euro, per poi essere man mano strutturato in modo stabile su tutte le aree di lavoro.
“Confermare e rinsaldare i principi di legalità nel settore degli appalti – afferma l’assessore alla Legalità Marco Porcedda – non è solo un atto formale, ma un dovere morale verso i cittadini e le imprese che operano nel rispetto delle regole. L’introduzione del badge obbligatorio, ad esempio, trasforma il cantiere in una ‘casa di vetro’ dove ogni presenza è tracciata e il lavoro nero non trova più spazio. Con lo stop ai subappalti si limitano i passaggi, garantendo che chi vinca un appalto ne sia il reale esecutore, ponendo fine ad un sistema di ribassi selvaggi che troppo spesso si traduce in una perdita di legalità e sicurezza. Vogliamo che a lavorare con la Città siano le aziende che rispettano i contratti e che hanno a cuore la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Solo così la legalità smette di essere un costo e diventa il motore di un’economia sana, competitiva e, soprattutto, sicura”.
Per gli appalti del comparto edile, al fine di certificare che i percorsi formativi obbligatori sulla sicurezza siano riconosciuti e conformi agli standard richiesti, le imprese si avvarranno degli istituti formativi riconosciuti dal CCNL edile.
L’aggiudicatario del contratto di appalto, inoltre, sarà tenuto al rispetto delle clausole sociali previste dal CCNL applicato e dovrà assorbire nel proprio organico, prioritariamente, il personale già operante alle dipendenze del fornitore uscente, di cui l’operatore economico dovrà tenere conto nella determinazione dell’offerta. Questo Protocollo, di durata triennale, diventerà parte integrante della documentazione di gara per tutti i futuri appalti banditi dalla Città di Torino e dai suoi enti strumentali.
“Abbiamo lavorato a lungo su questo Protocollo ma alla fine siamo soddisfatti del risultato. Un accordo importante che si aggiunge a quello su appalti, beni e servizi siglato nel maggio scorso – afferma Elena Palumbo, segreteria CGIL Torino -. È un’intesa che mette al centro il riconoscimento di giusti salari per i lavoratori del settore, il rispetto delle norme su salute e sicurezza attraverso l’applicazione di regole che squalificano chi applica contratti pirata per abbattere il costo del lavoro, tutelando finalmente le imprese che rispettano le norme e la dignità dei lavoratori. L’intesa rappresenta un argine contro l’illegalità, lo sfruttamento e il lavoro nero. Fenomeni sempre più frequenti nella nostra città che richiamano tutti alla responsabilità: dalle imprese alle amministrazioni, fino ai sindacati, nessuno può ritenersi immune”.
“Con il presente Protocollo si rafforzano le tutele contrattuali e salariali, contrastando i fenomeni di dumping e valorizzando il ruolo del CCNL di settore – spiega Davide Provenzano, segretario territoriale Cisl Torino-Canavese -. Come CISL, sottolineiamo inoltre l’importanza della formazione obbligatoria in materia di sicurezza per tutto il personale impiegato nelle opere, quale elemento imprescindibile di prevenzione e tutela. Infine, in un’ottica partecipativa, esprimiamo apprezzamento per l’istituzione di una cabina di regia congiunta e permanente, finalizzata a monitorare e vigilare sul rispetto della legalità negli appalti”.
“È positivo aver siglato un’intesa così importante con il Comune di Torino, perché salvaguarda i lavoratori sul versante della sicurezza, del salario e della legalità – dichiara Chiara Maffè, segretaria UIL Torino -. Grazie a questo protocollo si stabilisce che il lavoro deve essere equo, dignitoso e sicuro, con diritti tutelati e protezione sociale garantita. L’intesa mira inoltre a contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, estendendo così la protezione dei diritti e delle retribuzioni di tutti i lavoratori”.
Alla firma hanno partecipato anche il segretario generale della FILLEA CGIL Torino e Piemonte Massimo Cogliandro, il segretario generale della FILCA CISL Vittorio Di Vito e il responsabile provinciale FENEALUIL PIEMONTE Giuseppe Fiorenza.
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