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Si erano specializzati in furto e ricettazione. La Polizia Locale esegue la custodia cautelare per due componenti di una “banda”
Furti, anche aggravati, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale: sono in tutto diciassette i capi di imputazione per una “banda” di tre uomini di origine bosniaca destinatari di una ordinanza di custodia in carcere. Due di loro sono stati rintracciati, fermati e portati in carcere dagli agenti del Reparto Informativo Sicurezza e Integrazione della Polizia Locale.
Gli indagati si organizzavano in diversi gruppi di numero variabile; i fatti sarebbero avvenuti tutti nella zona nord di Torino, tra il 2024 e il 2025. Gli inquirenti hanno ricostruito molteplici episodi in cui gli indagati avevano aperto veicoli parcheggiati scassinandone le serrature o rompendo i vetri per portare via gli oggetti di valore presenti all’interno. Il bottino erano telefoni cellulari, pc portatili, equipaggiamento sportivo, biciclette. Le vittime non sono state soltanto torinesi: alcuni degli episodi contestati riguardano furti a bordo di veicoli con targa straniera e camper di turisti, tra i quali un cittadino svizzero e una coppia di turisti australiani. Tra gli elementi che hanno aiutato gli investigatori c’è stata l’effrazione ad un bus turistico dotato di una telecamera di sicurezza, che all’insaputa dei protagonisti aveva ripreso tutta la scena.
I “ferri del mestiere” erano stati sottratti ad attività sul territorio: nel corso di attività di perquisizione sono stati infatti trovati martelletti frangivetro di emergenza utilizzati sui mezzi di trasporto pubblico locale e con il cavo antifurto tagliato, ma anche trolley e attrezzature edili, poi riconosciute dai legittimi proprietari.
Le tre persone oggetto della misura sono state indagate complessivamente per un totale di diciassette capi di imputazione, tra cui reati contro la persona e il patrimonio e ricettazione. Vista la richiesta del pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, che è stata eseguita dal personale del Reparto Informativo Sicurezza e Integrazione della Polizia Locale.
È così scattata l’operazione per l’arresto. Gli agenti, in borghese, hanno fermato due dei componenti della “banda” nelle prime ore del mattino di mercoledì 25 marzo. Si tratta di un trentenne e un quarantatreenne, entrambi di origine bosniaca, che sono stati portati negli uffici di via Bologna per l’identificazione e poi in carcere. Il terzo indagato, un ventiquattrenne di origine bosniaca, è risultato invece irreperibile. Si sospetta che sia fuggito all’estero.
L’esito positivo delle indagini è stato reso possibile grazie al lavoro sul territorio svolto dal personale del Reparto Informativo Sicurezza e Integrazione, coadiuvato nella fase dell’arresto da agenti del Radiomobile del Corpo e della Polizia Penitenziaria.
Il procedimento penale oggetto del presente comunicato si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati, sino alla sentenza definitiva.
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