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Strumenti normativi e risorse economiche per far ripartire l’industria a Torino e in Piemonte. Il sindaco Lo Russo alla Commissione Attività Produttive del Senato
“Dobbiamo evitare che la sottovalutazione del problema industriale di questo territorio che si è verificata a livello nazionale in questi anni abbia conseguenze irreparabili. Per invertire la tendenza servono due cose: strumenti normativi dedicati e risorse economiche a fondo perduto vincolate agli investimenti, in un patto che il Comune di Torino e la Città metropolitana sono disponibili a sedersi intorno ad un tavolo e sottoscrivere”. Il sindaco Stefano Lo Russo ha espresso così la posizione della Città prendendo parte oggi in videoconferenza all’audizione alla Commissione Attività Produttive del Senato. Alla Commissione, dedicata alle aree di crisi complessa, erano auditi per il territorio torinese e piemontese i rappresentanti di Unione industriali Torino e API – Associazione piccole e medie imprese Torino e provincia, Regione Piemonte, Confartigianato imprese Piemonte, CNA Piemonte e le organizzazioni sindacali.
“Servono risorse economiche a fondo perduto per il sistema dell’innovazione e dell’impresa e agevolazioni di carattere normativo e fiscale” ha detto il primo cittadino, che poi ha sottolineato la sua posizione sull’istituzione di una zona economica speciale anche per Torino e il Piemonte: “come ho già avuto modo di dichiarare – ha spiegato- condivido la proposta che è stata formulata in prima istanza dal segretario generale della Cgil Giorgio Airaudo di istituire anche in Piemonte una Zes, in analogia a quello che è avvenuto nelle regioni del Sud. È uno strumento già utilizzato con successo, voluto in prima istanza dal sindaco ma che trova una larga convergenza nella Regione Piemonte e nella Città di Torino, ma è evidente che per istituirlo servono risorse che devono trovare copertura nel bilancio dello Stato e pertanto si tratta di una scelta politica del Governo. Una scelta necessaria perché o come territorio mettiamo a terra questo tipo di incentivazione economica per le nostre imprese o temo che continueremo a spendere soldi in ammortizzatori sociali, e cominciano ad essere davvero tanti i miliardi spesi, anziché investire in occupazione e sviluppo industriale”.
Il Sindaco ha poi evidenziato la preoccupazione del territorio: “quello che rivolgo oggi alla commissione del Senato è un grido d’allarme: spero davvero che vi sia questa presa di coscienza della gravità della situazione ma soprattutto la consapevolezza che qui non si tratta di far nascere da zero un comparto industriale ma evitare che la curva di declino che un comparto ha imboccato inverta la tendenza per tornare ad una nuova fase di crescita. Perché ciò avvenga occorre prevedere norme speciali per il territorio torinese e piemontese e risorse a fondo perduto, in un patto molto chiaro anche con chi gli investimenti li deve fare. Io credo – ha concluso – ci siano tutte le condizioni per cui questo possa avvenire. Come Sindaco di Torino ribadisco la piena totale e assoluta disponibilità a mettere tutte le nostre competenze a servizio di una strategia industriale. Sono molte, ad esempio, le aree industriali dismesse e credo che immaginare una modalità per cui i processi di riconversione verso l’industria di aree abbandonate vengano facilitati, anche dal punto di vista della normativa urbanistica, possa diventare un ulteriore elemento per agevolare gli investimenti. Bisogna cambiare passo e bisogna farlo molto rapidamente e per farlo serve una presa di coscienza da parte del Governo nazionale da questo punto di vista”.
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